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L'Ultima Missione

Il 19-4-1943 veniva chiesto al Sergente Pilota Alessandro Floriani, in turno di riposo, di sostituire l'ammalato Secondo Pilota nell'equipaggio dello SM.82 604/3 dell'amico Sergente Pilota Giandomenico (Gino) Pinza di Ravenna. L'aereo decollava per Tunisi alle ore 6:40 dall'aeroporto di Sciacca con un carico di 25 militari tedeschi, volando come primo gregario di sinistra del capo formazione.

Il convoglio era composto da un totale di 12 SM.82, 3 FIAT G.12, 1 SM.75, con una scorta di 6 MC.200 e 6 MC.202 del 12° Gruppo Aut. C.T.

A quest'epoca, il volo Sciacca-Tunisi veniva ormai chiamato dai nostri piloti il "sentiero della morte" per le ridotte o assenti scorte e le costanti intercettazioni da parte dei caccia alleati su quel tratto di mare nel Canale di Sicilia.

Alle ore 8:10 circa, in prossimità della costa tunisina a 4 Km da Kélibia nei pressi di Capo Bon, il convoglio veniva attaccato da una formazione di caccia P-47F "Kittyhawk" del 7 Stormo SAAF (South African Air Force).

Un colpo di cannoncino da 20 mm colpiva il motore sinistro, con conseguente incendio dell'apparecchio, mentre altri colpi uccidevano il 1° Pilota. Il 2° Pilota assumeva allora i comandi dell'apparecchio in fiamme e tentava di effettuare un atterraggio di fortuna, mentre altre due scariche di mitraglia colpivano l'aereo ferendolo all'occhio destro con le relative schegge.

Perdite dell'azione:

  • 18 caduti:
    • 1° Pilota capo equipaggio: raggiunto da colpi di mitraglia.
    • 14 militari tedeschi: nell'incendio dell'apparecchio.
    • 3 militari tedeschi: sfracellati al suolo per essersi gettati in panico dall'apparecchio ancora in volo (!)
  • 12 feriti:
    • 2° Pilota: ferite da schegge alla regione ciliare e frontale destra.
    • Motorista: contuso.
    • Armiere: contuso.
    • Marconista: ustionato.
    • 8 militari tedeschi: contusi/ustionati.

Testimoni dell'azione:

  • Sergente Maggiore Pilota Marcello Caffoni
  • Maresciallo di Ia Classe Pilota Ennio Mambrini
  • Tenente Pilota Romeo Foresti

Solo 4 trasporti (3 SM.82 e 1 G.12) dei 18 del convoglio riuscirono a compiere atterraggi di fortuna sul suolo tunisino nei pressi di Capo Bon.

    
A sinistra: Giubbetto di volo con lo stemma dell'Arciere Alato del 1° Stormo Caccia
A destra: Trasporto Savoia Marchetti SM.82

Lo stretto di Sicilia


Con amico pilota (probabilmente Gino Pinza) e dromedario libico
Il 2° Pilota veniva medicato inizialmente all'ospedaletto da campo del Comando Artiglieria Contraerea di Kélibia e il giorno dopo all'infermeria dell'idroscalo di Cartagine, da dove veniva evacuato a Marsala il 21-4 con un idro-soccorso assieme agli altri superstiti del convoglio, per essere poi trasportato a Sciacca e di qui a Roma in aereo il 23-4 per il ricovero all'Ospedale Militare del Celio (continua in un'altra pagina).

Viene successivamente proposto per una Medaglia d'Argento al Valor Militare (vedi in un'altra pagina).


Aquila di pilota della Regia Aeronautica

Attribuisce la sua sopravvivenza anche ad alcuni portofortuna che portava sempre con sé in un sacchetto di pelle quando andava in missione:


Amuleti: i miei orsetto, scarpina e sonaglio
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