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Nonna Eugenia

La nonna Evgenia Leonidovna Alexeieva, a Voronezh all'età di 8 anni e con il nipote di 3,5 mesi a Suna (Verbania) a destra.

Nata a San Pietroburgo nel 1890, nel 1914 a 24 anni conosce il ventiseienne Mario Floriani nei dintorni di Losanna, ove risiedeva da qualche tempo per prendere il "Baccalauréat" ed essere così abilitata a insegnare il francese in Russia. Nel giugno del 1916 parte da Odessa in piroscafo per raggiungere il fidanzato in Italia, evitando in tal modo di essere coinvolta nella Rivoluzione d'Ottobre dell'anno successivo.

Sotto, i figli Vera e Alessandro,nomi entrambi a motivazione russa: "viera" vuol dire fede, e Alessandro è in ricordo dello zio materno Aleksandr Deshayes, che subentrò come capofamiglia alla scomparsa del padre Leonida.

In basso, a 76 anni con la figlia Vera e la fidanzata del nipote sul balcone della casa di Suna in via Trento 12 (comprata il 23/11/1963 per £ 2.750.000, poi venduta il 27/7/2001 per £ 100.000.000). Da notare la sua ancora ricca capigliatura, tratto genetico che passò alla progenie famigliare impedendo così alla prematura calvizie del marito di influire sulla discendenza.



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La Famiglia Alexeieff (Алексеев)


Stante alla storia - o leggenda? - raccontatami da mia zia Vera, il nome di famiglia Alexeieff ha un'origine molto romantica: pare che nel XV°-XVI° secolo un certo Principe Alexei (Alessio) rifiutasse un matrimonio combinato dalla sua potente famiglia perché innamorato di un'altra donna che sposò. Fu pertanto allontanato e diseredato, e fondò quindi la propria casata Alexeieff (equivalente a un De' Alessi, essendo -ff la desinenza traslitterata del genitivo plurale russo -B).

Ricordi della Russia


La nonna non portò con sé molti souvenirs della patria Russia, tra i pochi alcune immagini religiose e altro.

      
Icona di Nostra Signora di Kazan (dipinto su legno in cornice d'argento (cm 12x16) - Trittico d'icone (dipinti su cuoio in cornice d'argento (cm 7.5x21.5)

L'icona a sinistra era stato un regalo alla bisnonna Elisaveta per il suo matrimonio nel 1887, probabilmente databile tra il 1840 e il 1850. Il trittico a destra é un gruppo di 3 icone ripiegabile, da portare con sé in viaggio, e mostra:

  • A sinistra: 8 santi, le iscrizioni in alto citanti S. Nikolai (San Nicola), S. Vasili (San Basilio), S. Ioans (San Giovanni), S. Aleksandr (Sant'Alessandro)
  • Al centro: la Vergine Maria con bambino
  • A destra: scena della natività, da sinistra la Vergine Maria, il bambino, San Giuseppe e angeli

Anche un samovar in rame argentato per la preparazione del té - mai usato a tale scopo - che finì nel soggiorno della casa dei miei genitori (al centro nella foto a destra).

Sotto, una vecchia cartolina polacca - ricavata da un olio su tela - con una troika (team di 3 cavalli) al galoppo inseguita da un branco di lupi nella steppa innevata, che nonna inviò il 2-11-1931 al figlio, allora in collegio all'Istituto Calasanzio di Genova:


Józef Chelmonski (1849-1914): Napad wilków (I lupi attaccano)

Partita a poker con amici

I due cavalli esterni venivano addestrati al "piego laterale" della testa, onde potersi accorgere di eventuali animali selvaggi che braccassero la slitta da loro trainata.

Denaro della Vecchia Russia


Possiedo ancora alcune vecchie banconote e una moneta:



1 Rublo (1898)
  
1 Kopeko (1911)

5 Rubli (1909)

10 Rubli (1909)



100 Rubli (1910), il recto col ritratto dell'Imperatrice Caterina II.
    
Banconota da 500 Rubli post-rivoluzionaria (1920), di fattura e materiale assai più scadenti.


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