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Onomastica

L'onomastica o onomatologia, dal greco όνομα (nome), é quell'interessante branca della linguistica che si dedica allo studio dei nomi propri e delle loro origini, suddivisa in:

  • Antroponomastica o antroponomia per i nomi di persona
  • Toponomastica o toponimia per i nomi di luogo

Antroponomastica

Lo Sviluppo Graduale dei Nomi

L'identificazione delle persone tramite nomi attraversa vari stadi, basati sia sulla cultura che sulla dimensione di una popolazione:

  • Stadio 1: Nome proprio (nome di battesimo)
  • Stadio 2: Nome proprio + patronimico e/o matronimico
  • Stadio 3: Nome proprio (+ patronimico e/o matronimico) + toponimo e/o mestiere
  • Stadio 4: Nome proprio (+ patronimico e/o matronimico) + nome di famiglia/clan/tribù
  • Stadio 5: Nome proprio (+ patronimico e/o matronimico) + famiglia/clan/tribù name + soprannome

Stadio 1 - Nome proprio

Nello Stadio 1 l'umanità primordiale usava forse un singolo appellativo, sufficiente a identificare chiunque vivesse in una popolazione ristretta.

Non disponiamo di esempi di nomi propri primordiali data la mancanza di scrittura, quindi é difficile ipotizzarne i criteri di scelta.

Probabilmente all'inizio non era una decisione lasciata ai genitori, ma delegata allo sciamano della comunità, la cui scelta poteva essere influenzata da evidenti caratteristiche dell'infante, come nel caso dei nomi Lakota quali Thathánka Íyotake (Toro seduto), Thašúnke Witkó (Cavallo pazzo), Mahpíya Lúta (Nuvola rossa), ecc.

    
I capi Sioux Toro seduto, Cavallo pazzo, Nuvola rossa

Per gli indiani nordamericani ciò comportava anche il fatto che al giovane veniva dato prima un nome 'temporaneo' per ottenere quello definitivo solo dopo alcuni anni, a differenza di culture meno primitive che danno il nome poco dopo la nascita.

I nomi egiziani pervenutici dall'antichità, come quelli assiri ed ebraici, contengono quasi sempre un riferimento a una qualche divinità, forse per assicurarne la protezione al portatore.

      
Thutmose I (nato da Thoth)
Amenhotep IV (Amun é compiaciuto), later Akhenaten (Efficace per Aten)
Ramesses II (Usermaatre Setepenre, "La giustizia di Rê é potente – prescelto di Rê)
, Nebuchadnezzar II, Nabû-kudurri-usur ("Dio Nabu, difendi il mio primogeenito)

Successivamente i greci adottarono un atteggiamento più 'laico': Alexander/Alexis ("difensore"), Ambrose ("immortale"), Anastasios ("resurrezione"), ecc. ecc. Vedi Ancient Greek Names per un elenco maggiore.

      
Alessandro il Grande - Sant'Ambrogio, vescovo di Milano - l'imperatore bizantino Anastasios II

Le successive culture cristiane riportarono in auge il precedente approccio 'teologico', approfittando di un sempre crescente elenco di santi dal quale attingere.

Comunque, quasi tutte le culture atttribuiscono al nome proprio un forte significato simbolico: un portafortuna per tutta la vita.

Stadio 2 - I Patronimici/Matronimici

Il patronimico é un appellativo che designa il genitore di una persona - solitamente quello paterno ma anche materno (matronimico) nelle culture matrilineari quali quella dei Tuareg berberi - e significa: 'figlio/figlia di' qualcuno.

Le lingue semitiche quali arabo, ebraico e aramaico sono rimaste lungamento a questo stadio, usando preposizioni quali ibn-bin/ben/bar per introdurre il patronimico:

  • Yehoshua/Yeshua ben Yosef (ebraico) - Yeshua bar Yosef (aramaico) - (Gesù Cristo)
  • Salah ad-Din Yusuf ibn Ayyub - (il Saladino)
  
Yeshua in aramaico su un'antica piastrella ceramica - Il Saladino

Le lingue goideliche, antenate dei successivi irlandese, gaelico e gallese, usavano Mór o Ap/Ab (figlio):

  • Irlanda: Dónall Mór Ó Dónaill (Donald figlio di Donald)
  • Scozia: Fergus Mór mac Eirc (Fergus figlio di Eirc)
  • Galles: Gwyn ap Owen (Gwyn figlio di Owen)

Altre lingue usano invece suffissi: quelle scandinave -sen/-son/-dottir, l'olandese -zoon, il polacco -ski, l'ungherese -fi/-ffy, il russo -ov/-ovich/-ovski, ev/evich, evski, l'ucraino -enko, il romeno -escu, lo spagnolo -ez, il francese -es/-ot, il portoghese -es, il persiano -pur/-pour, il turko -oglu/-zade.

L'uso di patronimici/matronimici é continuato per molti secoli, e molte culture ne hanno anche dimenticato significato e funzione iniziali, specie nel caso dei suffissi.

Le Desinenze dei Nomi di Famiglia Russi

I patronimici russi avevano una volta dei collegamenti geografici. Prima del regime sovietico,e della sua ridistribuzione di una popolazione residenzialmente spesso statica, le desinenze dei nomi di famiglia erano un indizio della regione originaria di provenienza della famiglia dei portatori:

  • Russia: -EV/-EVA, -OV/-OVA
  • Ucraina: -NKO/-NKAYA
  • Polonia (annessa alla Russia dal 1795 al 1918): -SKY/-SKAYA:
  • Bielorussia: -IN/-INA
  • Georgia: -SHVILI/-DZE
  • Armenia: -AN
          
Nikita Khrushchev - Taras Shevchenko - Józef Pilsudski - Mikhail Bakunin - Joseph Jughashvili (Stalin) - Anastas Mikojan

La desinenza -EV/-OV ending - solitamente traslitterata -EFF/-OFF - é la desinenza standard del genitivo plurale russo per i soggetti animati.

Stadio 3 - Toponimi e Nomi di Mestiere

L'aggiunta al nome proprio di un toponimo era assai frequente nel Medio Evo, sia per laici che per religiosi:

  • Leonardo da Vinci
  • Bernardo da Chiaravalle (fondatore dell'Ordine Cistercense)
  • Benedetto da Norcia (fondatore dell'Ordine Benedettino)
  • Francesco d'Assisi (fondatore dell'Ordine Francescano)
      
Autoritratto di Leonardo - Stemmi degli ordini Cistercense, Benedettino, Francescano

Anche il 'nome di mestiere' era una comoda distinzione in piccole comunità, dando origine per esempio a cognomi quali Smith, Cooper, Fuller, Carpenter, ecc. e al suffisso -wright in inglese.

Stadio 4 - Nomi di Famiglia/Clan/Tribù (Cognomi)

L'antico Mór fu col tempo abbandonato in irlandese e gaelico, lasciando O' (ad es. O'Hara) e Mac (ad es. MacPherson), sempre significanti 'di' e designanti una famiglia/clan/tribù invece di un genitore.

  
Stemmi degli O'Hara e MacPherson

Gli Anglo-Sassoni usavano i suffissi -NGS/INGAS (ad es. Athelings, Gumeningas, Besingas) significanti 'gente di', invece di un prefisso.


Edgar the Ætheling

Un caso affatto particolare é quello dei nomi ebraici trasformati in versioni più 'latinizzate' in molti stati cristiani, obbligatoriamente in Germania e Austria:

German and Austrian Jews were subject to many restrictions in Germany until the early 1800s. In January 1782 the Austrian Emperor Joseph II. enacted a new law, called the Edict of Tolerance. It’s main goal was integrate his Jewish subjects fully into the economic life of the nation, and he therefore granted them access to public education, including higher education, and to job training as apprentices and journeymen. At the same time he declared the “Jewish language and writing” as abolished: all trade books, official documents and official certificates were to be written in German from then on.

On July 1787 a new ruling was published: each Jew in German lands was required to either adopt (or if they already had one, to maintain) a firm, German surname. Names derived from the Hebrew were no longer permitted, and had to be legally changed. Families with already established surnames were permitted to keep them, provided they were not Hebrew names. Nome proprios were to be “Germanized” as well, and names that were “unknown in the German language” were no longer permitted. The selection was quite limited: the Hebrew translator in Bohemia, for example, submitted a list of about 2000 names, but only 156 of those were considered acceptable by the authorities. All other names were forbidden, and their use was punishable by fines.


(From: http://oldgermantranslations.com/translations/page4/page4.html)

Dato che il prestito ad usura era una delle poche attività permesse agli ebrei perché peccaminosa, molti dovettero diventare Goldstein, Goldfarb, Goldbaum, Silberstein, ecc. ecc.

Un Esempio Storico - Lo Sviluppo dei Nomi Italiani

Quel che accadde in Italia nel corso di circa 1.500 anni é un buon esempio dell'evoluzione per stadi - non sempre lineare - degli antroponimi. I Romani erano giunti allo Stadio 5 con nomi quali:


GAIVS IVLIVS CAESAR
(Praenomen + Nomen + Cognomen)

significante che Gaius apparteneva alla gens Iulia (con pretesa discendenza da Ascanio/Iulo, figlio di Enea e nipote di Venere), e ne portava il prenome 'standard', necessitando perciò anche un 'nomignolo' (all'origine significante 'chiomuto') per identificarlo esattamente.

Curiousamente, i francesi hanno mantenuto l'originaria struttura romana e usano Prénom/Nom, confondendo noi italiani che invece usiamo Nome/Cognome .

La caduta dell'Impero Romano nel V secolo determinò tra l'altro un forte calo demografico della popolazione italiana, e le comunità così ridotte tornarono agli Stadi 1-3, aggiungendo un DA + un toponimo ai nomi di coloro che si recavano "all'estero", ad es. Jacopone da Todi, Antonello da Messina, ecc.).

  
Il mistico francescano Jacopone da Todi - Autoritratto di Antonello da Messina

Un lento e graduale aumento della popolazione nel Medio Evo fu invertito dalle varie carestie, pestilenze - soprattutto la peste bubbonica di metà XIV secolo - e guerre, ove carneficine e saccheggi da parte delle soldataglie non furono demograficamente compensati dagli altrettanto consuetudinari stupri.

Solo nel XII secolo le famiglie nobili/facoltose iniziarono ad aggiungere riferimenti ai loro capostipiti, come per: Lorenzo de' Medici'. L'articolo De' (Dei, Degli) designa un genitivo plurale analogo alle desinenze russe-EV, -OV (-EFF, -OFF), e significa essenzialmente 'di/appartenente a'.

Al migliorare della situazione demografica ritornò la necessità dei cognomi, spesso 'inventati' in base a caratteristiche personali (il più frequente cognome italiano é Rossi), o alle arti/mestieri (Fabbri).

E i trovatelli? Cosa dare come cognome ai bimbi abbandonati che, per definizione, non hanno famiglia?

Orfanotrofi, brefotrofi e conventi erano dotati di una ruota degli esposti, un dispositivo rotante ove poter lasciare anonimamente il fagotto contenente un figlio indesiderato, con un campanello attivato dalla rotazione per annunciare l'evento e in tal modo finalizzare l'abbandono della povera creatura:


Una ruota degli esposti vista dall'interno dell'istituzione ricevente.
Notare il lavabo in primo piano, per una rapida e igienica sciacquatura.

Al compimento di una certa età, gli orfani venivano dimessi affinché si arrangiassero da soli, e il 'cognome' che gli veniva affibbiato rifletteva l'istituzione che li aveva ospitati e cresciuti. Quindi, a seconda della zona:

  • Napoli: Esposito, Espositi, Degli Esposti, ecc.
  • Firenze: Innocenti, Degl'Innocenti (dallo "Spedale degli Innocenti")
  • Milano: Colombo (dal 1780 al 1866 il principale brefotrofio milanese era la "Pia Casa degli Esposti e delle Partorienti in Santa Caterina alla Ruota", il cui stemma era una croce greca sormontata dalla bianca colomba dello Spirito Santo dal cui petto stillavano gocce di sangue)

Per inciso, il cognome Colombo é il più frequente a Milano .

Toponomastica

I nomi che designano luoghi si possono suddividere in:

  • Toponimi per località geografiche, città, ecc.
  • Idronimi per corpi d'acqua
  • Oronimi per luoghi elevati quali monti e colline
  • Astronimi per corpi celesti

I toponimi godono di vita abbastanza tranquilla nel senso che, una volta attribuiti, raramente mutano e non si trasformano gradualmente, ma solo per eventuale sostituzione - ad esempio quando una località cambia dominatore: in effetti, le dinamiche di un toponimo possono spesso gettar luce sulle sue vicissitudini storico/politiche.

Come gli antroponimi, riflettono spesso qualche carateristica identificativa. Vedere ad esempio un lungo elenco di toponimi germanici.

I toponimi inglesi mostrano anch'essi le stesse irregolarità di pronuncia indicate in un'altra pagina. Alcuni esempi:

ScrittoPronunciato
GreenwichGrenich
GrosvenorGrovnor
LeicesterLester
ThamesTems
WoolwichWoolich
WorcesterWooster
WorwickWorick

Un eccesivo entusiasmo può a volte predominare, come nei casi del famoso nome di 58 lettere di un villaggio gallese:

Llanfairpwllgwyngyllgogerychwyrndrobwllllantysiliogogogoch

significante "La chiesa di Santa Maria nell'avvallamento del nocciòlo bianco presso il terribile gorgo di San Tisilio della grotta rossa",
o del meno noto ma più lungo nome Maori di 85 lettere di una collina in Nuova Zelanda:

Taumata­whakatangihanga­koauau­o­tamatea­turi­pukakapiki­maunga­horo­nuku­pokai­whenua­kitanatahu

che all'incirca significa: "La cima ove Tamatea, l'uomo dalle grandi ginocchia, lo scivolatore, lo scalatore di montagne, il viaggiatore instancabile, suonò il proprio flauto nasale alla sua amata".

I nomi delle 4 principali direzioni della Rosa dei Venti sono di origine germanica piuttosto che greca o latina, pare per decisione del re franco Carlomagno che così chiamò i relativi 4 venti Nord (di etimologia incerta), Ost (alba), Sund (terre soleggiate) and Vuest (sera), da cui i nostri moderni Nord, Est, Sud, Ovest. I poco fantasiosi re Anglo-Sassoni s ne servirono per i toponimi dei loro regni inglesi di Northumbria, Essex, Sussex, Wessex.

I nomi di città importanti sono spesso tradotti in essonimi per meglio adeguarsi alla fonetica di una lingua ricevente, determinando a volte strani adattamenti: Livorno diventa Leghorn (corno sulla gamba) in inglese grazie alla locale razza di pollame bianco dotata di prominenti speroni, la gallina livornese:

Cose strane possono accadere quando un toponimo viene mal tradotto dalla propria a un'altra lingua, come nel caso di as-Sahra' al-Kubra (il deserto grande) divenuto per gli occidentali un ridondante deserto del Sahara.

Altro esempio é il nome russo Voksal di stazione ferroviaria, pare un adattamento della stazione londinese Vauxhall fatto da una delegazione russa che visitò la zona nel 1840 per osservare la costruzione della London and South Western Railway, e credette tale nome la designazione generica dell'edificio.

Denominazioni di Vie e Piazze Urbane

Londra é la città dove ho trovato la maggiore varietà: Street, Road, Way, Avenue, Close, Arcade, Garden(s), Mews, Walk, Grove, Row, Lane, Terrace, Square, Crescent, Circus, ecc.

D'altra parte, l'unicità di Venezia, le cui strade sono corsi d'acqua, produce Rio e Canal, mentre le sue piazze sono Campi e Campielli.

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