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Avere un sito su Internet vuol dire anche ricevere impreviste comunicazioni da parte di sconosciuti che navigano la Rete alla ricerca di informazioni di loro interesse.

A proposito di Papà Alessandro

31 ottobre 2012 - Nicola Malizia, ottantatreenne ex marescallo dell'AMI e autore di numerosi libri di argomento aeronautico...

...mi scrive questa cortese lettera:

Gentile Signor Sandro,
ho avuto il Suo recapito telematico dal caro, comune amico Daniele Gatti, ormai da tempo strettamente legati da una fitta corrispondenza, che ha lo scopo di spaziare su quanto costituisce il nostro hobby, la nostra passione, quelli della storia aeronautica, in guerra e in pace. Personalmente, essendo di famiglia, gioco in casa, ma non per questo posso sapere tutto e di tutti, visto che sono stato un M.llo Specialista Armiere del 51°, 1° e 5°Stormo, ma nel 1940, appena un ragazzo, non potevo partecipare al conflitto.

Ora che sono da tanti anni in pensione ho tempo e voglia di dedicarmi a tutte le ricerche storiche, per completare quanto rappresenta l'attività della Regia Aeronautica sui vari fronti di guerra. Attualmernte sto focalizzando alcune pagine dolorose del 1943, relative alle date del 18 e 19 Aprile 1943, la prima legata alla drammatica Domenica delle Palme di quell'anno e la seconda non meno luttuosa per gli eventi verificatisi. So che Suo padre Alessandro faceva parte di una unità da trasporto del SAS, più esattamente la 610^ Squadriglia, presente spesso su quello che allora veniva chiamato il sentiero della morte..."Sciacca-Tunisi".

Ebbene, di recente ho avuto dei documenti importanti dai familiari di un Sergente Pilota romagnolo, tale Giorgio MARIOTTI, appartenuto alla 618^ Squadriglia, che secondo un suo vecchio rapporto egli affermava di essere capitato nella battaglia del 18 Aprile, ma secondo le mie ricerche...per il giorno dopo, quando Suo padre fa parte della formazione condotta alla volta della Tunisia, in qualità di sostituto del Serg.Gino PINZA, per cui subisce il violento attacco dei P-47F "Kittyhawks I" del 7 Wing sudafricano.

La domanda che Le faccio è molto semplice: conosce per caso l'identità del capo formazione dei trasporti per la data del 19 Aprile 1943? Questo ufficiale perde la vita a bordo del suo S.82, tanto che il Mariotti, in qualità di secondo, ne prende i comandi, per atterrare in emergenza, con l'aereo in fiamme, sulle coste tunisine. Ha qualche barlume su questo nuovo, triste episodio?

Prima di concludere volevo rassicurarLa su un piccolo indizio che Daniele mi ha fatto pervenire col suo File, in cui si parla, appunto, di quanto Le ho esposto. Vi è, infatti, un Suo all'apparenza "giustificato rimprovero" verso chi avrebbe segato e deturpato l'ascia del fascio littorio dell'aquila da pilota di Suo padre, aquila Modello 1935, ritenendo l'atto una marachella, mal tollerata e mai redarguita. Non è proprio così, perchè nessuno si "divertiva" a segare o tagliare nulla delle aquile altrui, ma quel segno evidente proviene da un preciso ordine, pervenuto a tutti i reparti della Regia Aeronautica, con Telegramma N.73066 dell'11 Agosto 1943, a firma del nuovo Capo di Stato Maggiore, l'allora Gen.Renato SANDALLI (che poi si suicidò...non per le aquile!), telegramma emanato qualche settimana dopo la caduta del Fascismo alla data del 25 Luglio 1943. Tale Telegramma recitava testualmente...In attesa che vengano pubblicate le varianti sul regolamento delle uniformi le aquile dei piloti devono essere modificate limando il fascio in modo da lasciare solo artigli dell'aquila...quindi quella di Suo padre è meno deturpata di quante altre me ne sono passate per mano, dato che sono un cultore dell'Uniformologia aeronautica di tutti i tempi.

Grazie per la cortese attenzione ed abbia i miei più cordiali saluti e se vuole visitare la mia Pagina Internert (www.nicolamalizia.it) farà la mia conoscenza fotografica. GRAZIE ancora.

Con stima e simpatia Nicola MALIZIA da Rimini

La sua precisazione circa l'aquiletta indossata da mio padre sulla divisa non credo sia totalmente valida, in quanto essa risale molto probabilmente a prima del Telegramma N.73066 dell'11 Agosto 1943, data quest'ultima successiva alla defenestrazione di Mussolini nel precedente 25 luglio, cui seguì un periodo assai confuso nella gestione delle nostre Forze Armate, culminato meno di un mese dopo nel totale caos dell'8 settembre .

La lettera fu comunque l'inizio di una lunga corrispondenza sull'ultima missione bellica di mio padre, in cui io gli fornì le copie ancora in mio possesso dei relativi documenti e foto al riguardo, 5 delle quali...

  
Aeroporto di Castel Benito (Tripoli): davanti al bombardiere CANT. Z 1007 bis "Alcione" e al trasporto Focke Wulf 200 "Condor"

  
Tripoli: con commilitoni, e dromedari locali


L'aeroporto di Castel Benito sotto incursione aerea alleata

...sono state inserite verso la fine (pagg. 421, 504 e 505) del suo documentatissimo e puntiglioso libro di 574 pagine: "La Regia Aeronautica nella Seconda Guerra Mondiale - Dai diari di guerra 1940-1942".

  

A questo primo volume ha fatto seguito un secondo ("Italy Primary Target - Attacchi aerei dell'USAAF e della RAF - Diari di guerra 1943-1945") di 335 pagine, dove per appartenenza cronologica viene menzionata la sopracitata missione paterna alle pagine 68, 69, 70 (la citazione per la Medaglia d'argento al valore é riportata qui) e, a pagina 79, la foto di un SM.82:

A proposito di Nonno Mario

7 aprile 2012 - Giuseppe Milazzo mi scrive questa cortese lettera:

Gent.mo dott. Floriani.
mi chiamo Giuseppe Milazzo e sono un insegnante e studioso di storia di Savona. In questo periodo, per conto dell'Istituto Storico della Resistenza e dell'Età Contemporanea, sto conducendo una ricerca sugli eventi accaduti a Savona nel periodo compreso tra il 1919 ed il 1924.

Navigando su internet ho trovato il suo sito e ho letto le notizie su suo nonno. Nel corso della mia ricerca ho avuto modo di verificare che Mario Floriani tenne una conferenza a Savona, al teatro "Chiabrera", la sera del 18 aprile 1919, essendo stato esplicitamente invitato dal Fascio di Difesa Nazionale di Savona, che di lì a poco tempo avrebbe cessato di esistere. Vi partecipò con un altro mutilato di guerra, il signor Bernabò, quale inviato del Comitato Centrale del "Fascio Popolare di Educazione Sociale" di Milano.

Le invio, in allegato, la foto del giornale di Savona che riporta la cronaca di quella serata che, come avrà modo di constatare, fu caratterizzata dalle forti contestazioni dei socialisti rivoluzionari che, a Savona, costituivano la netta maggioranza. Di lì a pochi mesi, nell'ottobre del 1920, il P.S.I. avrebbe conquistato il Municipio e, dal gennaio successivo, Savona sarebbe stata una delle prime città d'Italia governata da un'amministrazione comunista. Non so se era a conoscenza della partecipazione di suo nonno al "Fascio Popolare di Educazione Sociale", un'organizzazione politica che, ovviamente, non aveva nulla a che vedere con il Fascio di Combattimento di Benito Mussolini. Nella Biblioteca Civica di Savona, nei giornali di quel periodo, esistono degli articoli firmati da suo nonno. Se fosse interessato, mi premurerò di fotografarli ed inviarglieli. Sperando di averle fatto cosa gradita, la saluto cordialmente,

Giuseppe Milazzo


Evidentemente la data del 18 aprile é sempre stata problematica per i miei due antenati .

20 dicembre 2012 - Il Prof. Rodolfo Passagrilli mi scrive questa cortese lettera:

Gent.mo Sig. Alessandro Floriani,
sono il Prof. Rodolfo Passagrilli e lavoro presso l'Archivio Biografico del Movimento Operaio (abmo.it, sito in costruzione), struttura sorta come emanazione dell'ISC, Istituto di Studi sul Capitalismo, per approfondire le tematiche relative alla storia del Movimento Operaio italiano. Questo istituto, nell'ambito di uno studio sulle sue origini e sulle varie correnti che lo hanno attraversato, ha intrapreso la pubblicazione di una collana di volumi su detto argomento con la casa editrice Pantarei di Milano.

Dopo un primo volume (Liberali e democratici alle origini del movimento operaio italiano. I congressi delle società operaie italiane 1853–1893, 2006), un secondo dedicato alla prima corrente anarchica e bakuniniana (L'Internazionale italiana tra libertari ed evoluzionisti. I congressi della Federazione Italiana e della Federazione Alta Italia dell'Associazione Internazionale dei Lavoratori 1872 –1891, 2008) ed un terzo uscito in occasione del centenario della morte di Andrea Costa (La parabola romagnola del "partito intermedio". I congressi del partito socialista rivoluzionario romagnolo 1881–1893, 2010), ha pubblicato un volume dedicato al Partito Operaio Italiano, attivo in Lombardia negli anni '80 dell'800.

In seguito saranno affrontati, oltre naturalmente ai partiti socialista e comunista, anche quelle formazioni che ebbero vita più breve anche se non meno utile ai fini della comprensione del movimento operaio della penisola, come per esempio il partito riformista di Bissolati e Bonomi, il PSU di Turati e Matteotti o le varie componenti del frastagliato mondo sindacale.

Nell'ambito di questo programma editoriale io mi sto occupando di ricostruire le biografie dei personaggi interessati a vari livelli da questi avvenimenti. In particolare mi sono riproposto di riannodare i fili delle vicende politiche e sociali degli uomini meno noti a livello nazionale, ma che ebbero un peso rilevante in ambito locale.

Ricostruendo la biografia di suo nonno Mario Floriani, nato a Milano il 3 luglio 1888, figlio di Giuseppe e Stoppa Adele, secondo l'ufficio anagrafe di Milano, risulterebbe deceduto a Milano il 18 gennaio 1959. Poiché abbiamo notato nel suo sito che, nell'albero genealogico della sua famiglia, é indicato come anno di morte il 1956, ci é rimasto il dubbio dell'esattezza della data inviataci dal Comune.Le sarei molto grato se potesse chiarirmi questa incertezza. Naturalmente ogni altra notizia che ci consenta di arricchire il profilo biografico di suo nonno sarà quanto mai gradita. In attesa di una sua gentile risposta le invio i nostri più cordiali saluti.

per l'Archivio Biografico del Movimento Operaio
Prof. Rodolfo Passagrilli
Via Cornigliano 46 r. 16152 – GENOVA Tel. 010 - 6011495 abmo@abmo.it

L'ufficio anagrafe di Milano aveva efettivamente ragione, ho provveduto a correggere la data qui riportata, inviando poi una copia del necrologio di mio nonno allo scrivente, che così mi rispose il 27 dicembre 2012:

Gent.mo Sig. Sandro,
le sono molto grato per la celerità della risposta e per le notizie inviate che ci consentiranno di ricostruire una biografia più completa di suo nonno.


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